Django


Django non è un bel film. Lo so, non si dovrebbe utilizzare un aggettivo tanto caro alla critica idealistico-crociana che poco ha a che vedere con l'arte, ma mi sia concesso l'insulso passo falso perché non sono un critico cinematografico, ma solo un amante di cinema e, in particolar modo e visceralmente, del western, che del cinema stesso è archetipo.
Il film di Corbucci, abile regista nostrano, autore del pregevolissimo Il grande silenzio (suo capolavoro), ha goduto di grande successo commerciale e di una rivalutazione costante negli anni, che definire generosa è eufemistico. 
Corbucci utilizza con rozza arguzia i nuovi topoi che Per un pugno di dollari canonizza: al posto di Eastwood scova uno che gli somiglia (Franco Nero, inespressivo come non mai, ma efficace nella prima mezz'ora); al paese funereo conteso da due padroni ne rappresenta uno più fangoso e quasi fantasma; alla sublime estetica della violenza leoniana (mai pornografica come in Tarantino e nello stesso Django) sostituisce la mattanza lugubre, cupa, sadica ma senza fascino né epos; l'ironia, il discorso metaletterario e mitico abdicano ad una catarsi di violenza che fa l'occhiolino al botteghino. Eppoi manca Volontè!
I pregi, dunque, del film, quali sarebbero? Pochi, ma ci sono: l'intuizione del protagonista che a piedi trascina una bara; qualche azzeccata inquadratura sbozzata da Leone; un certo clima di tensione che per un quarto d'ora regge; un magnetismo orrorifico che, indubbiamente, ha contribuito a regalare un certo fascino al film.


Ma i difetti sono tanti, troppi, a cominciare dalla sceneggiatura che gira a vuoto, scontata e mal strutturata, per finire con i dialoghi (c'è qualcuno che ne ricorda uno, a parte l'ultimo e ridicolo che precede il duello finale del cimitero?). Un senso di confusione domina e gli interpreti (escludiamo forse l'irrequieta Loredana Nusciak) sono poco incisivi.
Anche la caduta dell'eroe è rimodellata, verso il basso, da Per un pugno di dollari, con un sadismo studiato a tavolino (il riferimento è alle mani fratturate dei due pistoleri protagonisti dei film).
Un film che può titillare le perversioni di Tarantino (l'orecchio mozzato omaggiato, chissà perché, nelle Iene), svagare per la sua durata ma che si connota come sostanzialmente mediocre, nonostante il mestiere di Corbucci.

Voto: 5

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