Incredibile! Nel 1971 Lee Van Cleef si fa del male divenendo forte promotore di uno dei peggiori e più insulsi western della storia.
La trama, confusa e ingarbugliata, verte su Capitan Apache che cerca di scoprire chi ha assassinato uno sceriffo.
Tutto il film non regge, annoia, si fa assurdo: le spericolate ellissi non sono risolte, il tono è incerto fra western, poliziesco, commedia; il trash domina compiaciuto.
Van Cleef indossa un improbabile parrucchino, rimane in mutande per parlare con un indiano, rutta in faccia ad una sexy Carrol Baker, si fa pestare qua e là, salta come Tarzan, spara e ammazza tutti e poi subisce un trip allucinogeno sotto l'egida di una strega: qui legge il futuro, vede gli assassini.
Nulla manca in questa schifezza: da una sexy vedova che va a letto con tutti per consolarsi, a due killer finocchi, fino ad un chitarrista che si finge cieco e poi, suonando solo con una mano, cerca di far fuori Van Cleef.
Da piangere.
Voto: 3.

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